"Mi ha commosso": il racconto di Vittorio Feltri su Irene Pivetti
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“Mi ha commosso”: il racconto inatteso di Vittorio Feltri su Irene Pivetti

Vittorio Feltri

Vittorio Feltri racconta su Il Tempo la parabola di Irene Pivetti, dall’ascesa politica alla povertà: ecco il suo ritratto.

Dopo l’attacco contro il fiocco arcobaleno, Vittorio Feltri torna a far parlare di sé con un editoriale su Il Tempo in cui racconta la parabola di Irene Pivetti. Dall’ascesa politica folgorante alla miseria più dura, il giornalista traccia un ritratto dell’ex leghista di ferro.

Irene Pivetti

Le quattro vite di Irene Pivetti raccontante da Vittorio Feltri

Vittorio Feltri ricorda nitidamente, nel suo editoriale pubblicato su Il Tempo, il giorno in cui Irene Pivetti divenne presidente della Camera. Aveva solo 31 anni, “meno di Cristo, e la metà di tanti dinosauri della Prima Repubblica“. Un tailleur castigato, un foulard “inguardabile“, e quella sorprendente “nonchalance” con cui prese il posto di Nilde Iotti. Il giornalista ammette che non sapeva chi fosse davvero quella ragazza, ma “intuiva che se era piaciuta a Bossi doveva essere scaltra“.

Era il 1994, l’anno in cui esplose questo fenomeno politico e di costume. Milanese del 1963, laureata in Lettere con indirizzo filosofico, definita secondo Feltri una “Franca Valeri prestata alla politica“, riuscì a conquistare l’attenzione di giganti come Scalfari, Romiti e Borrelli.

Indro Montanelli, con una celebre frase, disse: “Di tutti gli uomini nuovi il più nuovo e il più uomo è senz’altro Irene Pivetti“. La carriera decollò rapidamente: presidente della Camera, poi l’allontanamento dalla Lega nel 1996, la fondazione di nuovi movimenti e l’ingresso nel mondo della televisione.

“Mi ha commosso sapere che è finita nel tritacarne della giustizia”

Ma il vento cambiò. Dopo le inchieste giudiziarie e una condanna per evasione fiscale, Vittorio Feltri racconta il lato oscuro di quella parabola: “Mi ha commosso sapere che è finita nel tritacarne della giustizia“. È Hoara Borselli a raccogliere la confessione più cruda: Irene Pivetti racconta di essere arrivata a vendere i regali di nozze “ai rigattieri” e poi, durante il Covid, di ritirare cibo “alla Caritas di San Vincenzo“.

Il giornalista, aggiunge nel suo articolo pubblicato su Il Tempo, osserva spesso le “file ordinate fuori da Pane Quotidiano il sabato mattina“, e l’idea di vedere tra quei “soldatini obbedienti” proprio l’ex presidente della Camera “fa quasi paura“. Il quadro è amaro: “Telefoni muti. Mani in tasca. Occhi che girano a vuoto“.

Anche affittare una casa diventa un’impresa. “Diventi un appestato. Un reietto senza voce“. Ma Feltri chiude con ammirazione. Nonostante le cadute, le difficoltà e l’isolamento, “senza rabbia e senza rancore, con fede o con semplice coraggio, Irene Pivetti resta sempre in piedi. Onore al merito“.

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ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2025 13:14

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